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La prima della Scala di Milano a Spazio Tadini

La Casa Museo Spazio Tadini sarà una delle sedi della prima diffusa dell’opera Attila di Verdi del 7 dicembre alla Scala di Milano. Dal primo dicembre fino al 9 saranno esposti i costumi di alcune delle più significative passate edizioni dell’opera verdiana: IL CIEL SI VESTI.

Giovedì 6 dicembre per INCONTRI BARBARI alle ore 18.30 si svolgerà un incontro intorno a Attila, ai barbari di ieri e di oggi, incontri che raccontano il rapporto con l’altro, con l’invasore, partendo dalla storia del re degli Unni e arrivando alla storia contemporanea, al rapporto tra bene e male. Parleranno Antonio Sgobba, giornalista e scrittore con Gaia Berruto: “Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google”. (ingresso gratuito)

Il 7 dicembre la Casa Museo Spazio Tadini ospiterà alle 16.30 fino alle 17.30 Katiuscia Manetta che presenterà l’opera verdiana. Una guida all’ascolto che seguirà alle ore 18. L’ingresso per la giornata del 7 dicembre è gratuito fino ad esaurimento posti.

Alle ore 18 diretta diffusa dell’opera Attila di Giuseppe Verdi, direttore Riccardo Chailly, Regia Davide Livermore, cantantiILdar Abdrazakov, Saioa Hernandez, Fabio Sartori e George Petean. Coro e Orchestra Teatro Alla Scala, Scene di Giò FOrma, Costumi di Gianluca Falaschi, Luci di Antonio Castro, Video Design D-Wok e Rai, durata dello spettacolo 2 ore e 20 minuti.

La diffusa della Scala è organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Milano in collaborazione con Edison e con i Municipi che hanno individuato nelle singole zone luoghi d’interesse per ospitare l’evento rivolto a tutti i cittadini. L’assessorato alla cultura del Municipio 3, diretto dall’assessore Luca Costamagna ha individuato oltre alla Casa Museo Spazio Tadini Campo Teatrale, in via Cambiasi 10 e il liceo Virgilio in piazza Ascoli 2.

La presentazione della prima diffusa si è svolta a Palazzo Marino durante un’affollata conferenza stampa con l’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno, il sovraintendente Alexander Pereira e il partner privato che ha sostenuto già da otto anni questo progetto Edison.

L’iniziativa di diffondere in modo sempre più capillare sul territorio l’evento milanese tra i più attesi dell’anno si rivela un momento di comunione di iniziative culturali che diffondono il valore sociale e culturale della musica e dell’opera.

Anoressia: Il digiuno dell’anima

Una storia di anoressia lunga 19 anni raccontata dalla protagonista al Museo Spazio Tadini  “ IL DIGIUNO DELL’ANIMA UNA STORIA DI ANORESSIA” : Maria Vittoria Strappafelci che ne parla con Heléna MAnnella e la dottoressa Elena Cernuschi psicologa clinica dello sport.

venerdì 16 novembre 2018 ore 19


‘’Quella perfida vipera si era impossessata completamente della mia vita’’.
La ‘’perfida vipera’’ è il nome con cui la protagonista di questa storia di vita, raccontata in prima persona, definisce l’anoressia. Una malattia debilitante, apparentemente inesistente, in grado di distruggere gli affetti e di divorare paradossalmente il proprio ego.
Il libro di Maria Vittoria, è un lungo viaggio attraverso il tunnel del tormentato rapporto tra l’io ed il cibo, che diventa il campo di battaglia di una guerra lunga ed estenuante, dove la mente non risparmia colpi bassi, sferrati anche sul piano estetico oltre che psicologico.
Perché il vero problema dell’anoressia ‘’è fondato sull’ apparenza che ci cuciamo addosso, o che gli altri ci attribuiscono, mentre non riusciamo a vederci come in realtà siamo’’.
Nella seconda parte del libro, dopo una prolungata e dura terapia, l’autrice narra come si rapporta con la realtà e come si impara a reinventarsi, mettendosi alla prova per scoprire le vere risorse interiori e le proprie capacità di rinascita lontano dal paese, affrontando la grande città, con tutte le sue insidie e gli imprevisti della vita di tutti i giorni.
‘’Il digiuno dell’anima’’ è una vera e propria testimonianza del drammatico problema dell’anoressia e nello stesso tempo un esempio di speranza per tutti coloro che ne affrontano il suo terribile iter, a volte arrivando a ben più tragiche conseguenze.

I disturbi alimentari nel nostro Paese riguardano, secondo le ultime statistiche del Ministero della salute, 3 milioni di persone. IL 95,9% di queste sono donne. La bulimia (ovvero l’alimentazione eccessiva e compulsiva) colpisce una fascia d’età media tra i 15 e i 19 anni, l’anoressia, invece si estende fino ai 24 anni. Negli ultimi anni si è abbassata la soglia e interessa anche giovani di 8/9 anni.

INTERVISTA ALL’AUTRICE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Maria Vittoria Strappafelci nasce a San Lorenzo Nuovo (Viterbo) il 23 agosto 1971.

Indirizzata nel settore dell’alta moda e della creatività, consegue il diploma di Stilista, Figurinista, Modellista, Sarta e Truccatrice, facendo poi varie esperienze nelle grandi sartorie dei più famosi stilisti italiani realizzando per conto proprio una sua collezione di abiti prestigiosi e alta qualità. Maria Vittoria ha un lungo periodo dove non vede più la luce del sole attraversando il tunnel buio dell’anoressia dalla quale ne esce vittoriosa dopo un intenso percorso di terapia fatto all’interno di se stessa e nella profonda conoscenza della sua personalità. In questa parte molto importante della sua vita, trova nella scrittura una forma di terapia per esternare il suo dolore ed il suo disagio, portandola a pubblicare un libro dove si racconta in prima persona, narrando la triste vicenda e la sua rinascita alla vita, intitolato: IL DIGIUNO DELL’ANIMA: UNA STORIA DI ANORESSIA (Casa Editrice Kimerik). Nel corso del nuovo cammino, per tristi vicissitudini vissute in famiglia a causa di un male incurabile, si rimette in discussione con se stessa e pubblica il suo secondo libro: LA MIA VITA IN UN PENSIERO (Casa Editrice Kimerik). Un testo ricco di pensieri, aforismi, frasi sulla vita, sull’amicizia e sui valori in cui lei crede fermamente. SENZA TE…DIARIO A MIO PADRE (Casa Editrice Kimerik) è la sua terza e recente pubblicazione. Un libro intenso di lettere che lei scrive ogni sera a suo padre nei primi tre mesi che gli è venuto a mancare, dando voce e parole al suo dolore, aiutandola ad elaborare meglio una dipartita, che spesso, nella maggior parte dei casi, dentro la propria anima, è difficile accettare.

La colpa: ultimo libro di Raffaele Mangano

Raffaele Mangano presenta l’ultimo suo libro La colpa il 25 ottobre alle ore 21 presso la Casa Museo Spazio Tadini di Milano (Lupetti editore)

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Matteo Di Girolamo, affermato architetto milanese, sparisce all’improvviso senza lasciare tracce. Di lui non si hanno più notizie sino a quando,  trent’anni dopo,  il figlio maggiore Fabio riceve una telefonata dai Frati  Minori di Acireale che gli comunicano di avere informazioni riguardanti il padre. Seppur scettico, si reca all’incontro,  durante il quale apprende fatti che lo turbano profondamente e lo obbligano a fare i conti con un passato che riteneva ormai disperso e scolorito dagli anni. Un poco alla volta Fabio è costretto a  comporre un’immagine del padre del tutto diversa da quella che  aveva  da bambino. Ma il “viaggio” che  compie nella rielaborazione del dolore per l’abbandono, si rivela anche liberatorio dei sensi di colpa che padre e figlio avevano nutrito per anni, l’uno nei confronti dell’altro. La smagliatura aperta decenni  prima  finirà per suturarsi e provocare  in  Fabio anche  un sostanziale ripensamento del suo percorso di vita.

Raffaele Mangano

Sono stato concepito sul Lago di Como da genitori siciliani emigrati al Nord in tenera età (ciascuno per conto suo), ma sono nato a Milano il giorno di San Valentino di un anno che non ricordo. Così come non ricordo perché mai abbia preso una laurea scientifica anziché classica. Forse per far dispetto ai professori che immaginavano per me un futuro in campo letterario. L’ amnesia ha rimosso anche il momento in cui iniziai la carriera di giornalista. E anche quella volta fui molto determinato ad andare contro le mie inclinazioni; difatti mi sono occupato di argomenti che oggi mi provocano una sorta di tremore, stato di ansietà e principio di labirintite.

Per curare questi vuoti di memoria da qualche tempo vivo alle falde dell’Etna. Ho motivo di credere di aver diretto alcuni periodici e frequentato studi televisivi e radiofonici. Sembra incredibile, ma ho incontrato persone disposte a pagarmi per partecipare a convegni e congressi, tenere conferenze e guidare seminari. Ho anche il sospetto di aver condotto una trasmissione televisiva, ma il ricordo è labile. Fortunatamente ho trovato il tempo per viaggiare, incontrare, conoscere, confrontarmi, riflettere. Alla fine delle mie lunghe peregrinazioni mi sarebbe piaciuto scrivere sul passaporto “abitante del pianeta Terra” oppure “cittadino del mondo”. Ma credo che non sarà possibile prima di qualche secolo.
All’ improvviso sono stato colpito da un virus sconosciuto che mi ha indotto ad abbandonare la professione giornalistica per dedicarmi alla narrativa. Così ho iniziato a scrivere libri e ciò che vedete sul sito è la mia produzione ad oggi. Tutte le altre informazioni sulla mia persona hanno il pregio di non essere interessanti. Ammesso che quelle riportate lo siano state.