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Maledetto amore mio: l’ultimo libro di Piefrancesco Majorino a Spazio Tadini con l’Associazione per i Diritti Umani martedì 18 novembre 2014


Per la rassegna

D(i)RITTI AL CENTRO: AMORE E SOLIDARIETA’ IN PERIFERIA

Incontro con Pierfrancesco Majorino

sul suo ultimo romanzo “MALEDETTO AMORE MIO”

Maledetto amore mio di Piefrancesco Majorino a Spazio Tadini con l’Associazione per i diritti Umani

 

MARTEDI’ 18 NOVEMBRE

ore 19.00

presso

SPAZIO TADINI

Via Jommelli, 24 (MM Piola, Loreto – Milano)

 Milano 14/11/2014 – L’Associazione per i Diritti Umani presenta il nono appuntamento della serie di incontri dal titolo “DiRITTI AL CENTRO”, che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti, temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e all’estero, minori, carceri, disabilità.

In ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani attraverso la sua vice presidente Alessandra Montesanto, saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico, vuole dare degli spunti di riflessione sull’attualità e più in generale sui grandi temi dei giorni nostri

In questo incontro Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali presso il Comune di Milano, in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo intitolato “MALEDETTO AMORE MIO”: si parlerà di città e di cittadini, italiani e stranieri, di relazioni sociali, di diritti e di molto altro.

L’appuntamento è per martedì 18 novembre, alle ore 19.00, presso Spazio Tadini in Via Jommelli, 24 (MM Piola, Loreto – Milano).

 

Visualizza il video su You reporter: http://www.youreporter.it/embed/fcc77cc6732f7b9f37baca5ae027bffc&autoplay=0

 

IL LIBRO: Chi è davvero Markus, un omone di due metri che un giorno decide di volare giù dal balcone? Che relazione aveva con lui Lisa, anziana donna che vive nello stesso stabile? Perché è così importante ogni oggetto che si trova nell’appartamento dell’uomo?Siamo a Milano. Lo scenario è quello di un palazzo popolare in cui si intrecciano le vicende di una miriade di personaggi. Su tutti il vecchio Ivo e il giovane Little Boy. Una miriade di personaggi che ruotano attorno a un segreto che deve essere svelato, che riguarda i vivi come i morti, e di cui qualcuno ha la chiave.Mentre da tutt’altra parte sta Erika, la figlia di Lisa, che non vuole più avere niente a che fare con la madre. E di cui non si sa chi sia davvero il padre .Con una scrittura chirurgica Majorino tesse una grande storia sociale del nostro tempo.

 

PIERFRANCESCO MAJORINO, un figlio, è nato a Milano dove vive e lavora. Fin da ragazzo si occupa di politica all’interno dei Ds, di cui è stato segretario cittadino e responsabile del coordinamento milanese. Dal 1994 al 1998 è presidente nazionale dell’Unione degli Studenti e della Rete Studentesca. Nel 1998 viene nominato consigliere delegato dall’allora Ministro alla solidarietà sociale, Livia Turco, con l’incarico di occuparsi di politiche giovanili.

Nel 2006 entra a far parte del Consiglio comunale nella lista dell’Ulivo. Nel 2008 è stato eletto capogruppo del Partito Democratico. Durante l’amministrazione Moratti è tra coloro che ha proposto l’istituzione della Commissione Antimafia, il registro delle Unioni civili per le coppie di fatto, l’aumento delle abitazioni sociali all’interno del Piano di Governo del Territorio, l’istituzione del fondo anticrisi come misura contro il precariato e la povertà. Si è occupato di tematiche legate all’immigrazione. Ha collaborato con istituti di ricerca sociale. Nel maggio 2011 è stato eletto per la seconda volta nelle liste del Pd come consigliere comunale. Scrive romanzi, testi teatrali, reportage.

 

DIRITTI UMANI: presentazione del libro LA FABBRICA DEL PANICO di Stefano Valenti serata in collaborazione con l’associazione per i Diritti Umani


PER LA RASSEGNA DIRITTI AL CENTRO: MORIRE DI LAVORO

A DURA DELL’ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI UMANI

 la fabbrica del panicoVENERDI’ 10 OTTOBRE ore 19.00 Stefano Valenti, presenta il suo libro vincitore del premio Campiello Opera Prima “La fabbrica del panico”, con la proiezione del cortometraggio omonimo

L’Associazione per i Diritti Umani presenta il secondo appuntamento della manifestazione intitolata “DiRITTI AL CENTRO”, che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti, temi che spaziano dal lavoro, ai diritti delle donne in Italia e all’estero, i diritti dei minori, la condizione dei detenuti , la disabilità. Continua a leggere DIRITTI UMANI: presentazione del libro LA FABBRICA DEL PANICO di Stefano Valenti serata in collaborazione con l’associazione per i Diritti Umani

Ferdinando Scianna a Spazio Tadini presenta per la prima volta a Milano: “Visti&Scritti ” 23 settembre 2014 ore 21


Immagini e parole: il racconto della memoria

23 settembre ore 21

Spazio Tadini – Via Niccolò Jommelli, 24 (mappa)

Martedì 23 settembre 2014 Ferdinando Scianna incontrerà il pubblico presso lo Spazio Tadini a Milano in occasione dell’uscita di Visti&Scritti (Contrasto). Il fotografo dialogherà con Alberto Bianda, l’art director che ha curato e impaginato il volume, per raccontare come è nato questo libro che lega insieme immagini e parole. L’appuntamento è alle ore 21 in Via Niccolò Jommelli, 24. L’incontro, primo in cui si presenta Visti&Scritti a Milano, sarà un’occasione unica per scoprire i segreti della fucina creativa del grande maestro della fotografia.

Visti&Scritti è l’ultimo libro pubblicato da Ferdinando Scianna, nella collana In Parole di Contrasto. Si tratta di un libro che chiude un ciclo personale, che si potrebbe definire il ciclo della memoria, che comprende tre volumi. Prima di quest’ultimo ci sono stati, Ti mangio con gli occhi (2013, Contrasto) e nel 2001 Quelli di Bagheria. Ciclo della memoria perché rievoca l’infanzia e la prima giovinezza di Scianna in Sicilia, ma anche perché si avvale del tema del cibo come innesco del racconto. Nell’ultimo libro il fotografo siciliano raccoglie 350 ritratti realizzati in oltre cinquanta anni di mestiere. Per ogni ritratto Scianna ha scritto un testo che lo accompagna, tentando quindi un grande affresco autobiografico. Libro memoria, libro specchio anche Visti&Scritti dunque.

Ma i tre titoli insieme propongono anche un nuovo percorso narrativo per Ferdinando Scianna. L’autore, infatti, sperimenta e propone dei libri nei quali le fotografie si coniugano in maniera stretta e inscindibile con la scrittura. Ha sempre dichiarato che l’obbiettivo centrale della sua idea di fotografia sono i libri. Ne ha pubblicati oltre quaranta e sono stati sempre al centro della sua riflessione su come finalizzare il proprio racconto fotografico. Ma una cosa è comporre un album di fotografie, altra cosa è scrivere un romanzo o un saggio, altro ancora concepire dei libri in cui questi due linguaggi ambiscano a un nuovo, diverso tipo di racconto, che non è possibile leggere prescindendo dalle immagini, né – guardando le immagini – prescindendo dalle parole che vi scorrono insieme (e non accanto).

Per progettare libri di questo tipo, a cominciare da Quelli di Bagheria, Scianna ha capito di avere bisogno di una relazione importante e diversa con un art director con il quale stabilire un rapporto dialettico, profondo e molto complice per organizzare la vera e popria architettura del libro. L’incontro con Alberto Bianda è stato in questo senso fondamentale. Scianna concepisce i propri libri autonomamente, ma rispetto ai tre succitati (come anche, per esempio, per la grande monografia La geometria e la Passione, pure realizzata insieme) considera Bianda alla stregua di un coautore. Nel senso che il contributo dell’art director alla realizzazione non è stato semplicemente grafico e formale, ma molto più profondo, essendo entrato nello spirito stesso del libro contribuendo in maniera molto rilevante al risultato finale.

 

SCHEDA LIBRO

Formato: 16×22 cm – Pagine 432 – Fotografie 353 – Prezzo 24,90

 

“Mi capitava ogni tanto di sognare che entravo in una piazza e in quella piazza, gremita, scoprivo che c’erano le persone, attraverso le quali ho vissuto la vita. I vivi, i morti, i miei cari, gli amici, i tanti maestri, e in tutti mi riconoscevo, tutti mi suscitavano ricordi, emozioni, pensieri. Un sogno felice. Quella piazza è diventata questo libro. Sono tanti, ma molto più numerosi sono quelli che non ci sono. In un certo senso ci sono tutti, li ringrazio.” Ferdinando Scianna

Dopo aver raccontato il suo rapporto con il cibo e i piaceri della tavola in Ti mangio con gli occhi, con Visti&Scritti Scianna torna a confrontarsi di nuovo con la scrittura raccontando – con parole e immagini – gli innumerevoli incontri avuti nel corso della sua vita e i ritratti che ne sono scaturiti. Così, come in una enorme piazza virtuale, sfogliando il libro abbiamo il privilegio di imbatterci, uno dopo l’altro, nei volti di grandi personaggi (attori, scrittori, registi, colleghi fotografi, artisti, cantanti, grandi stilisti e così via), dei suoi amici e dei familiari più cari, ma anche di gente comune che ha colpito lo sguardo del fotografo per un momento. Ecco quindi i ritratti di Giuseppe Tornatore e Mario Monicelli, ma anche della madre di Scianna e delle figlie, di Paolo Pellegrin, Henri Cartier-Bresson, e poi Ken Follett, Toni Servillo, José Saramago, Karl Lagerfeld, Gianfranco Ferré, Alberto Moravia e molti altri ancora. Una lunga carrellata di icone, di sguardi, di pose, di istantanee in bianco e nero che tessono il percorso personale e professionale dell’autore e per i quali il fotografo ha sentito il bisogno raccontare una storia. Ogni ritratto, infatti, è accompagnato da un testo in cui Scianna presenta il personaggio, definendone le peculiarità anche caratteriali (oltre che estetiche), in cui racconta il momento dello scatto, il suo rapporto con la persona fotografata, ma anche semplicemente le emozioni suscitate da quell’incontro. Il volume presenta oltre 350 volti dei quali il fotografo siciliano è riuscito a cogliere l’essenza e la personalità nel brevissimo e fugace istante di uno scatto, con la bravura e l’attenzione di un vero maestro e con l’acume e la sensibilità di un grande intellettuale.

 

 L’AUTORE: Ferdinando Scianna nasce a Bagheria in Sicilia, nel 1943. Comincia a fotografare negli anni ’60, mentre frequenta la facolta di Lettere e Filosofia all’ Universita di Palermo. In questo periodo fotografa, in modo sistematico, la sua terra, la sua gente, le sue feste. Nel 1965 esce il volume Feste Religiose in Sicilia, con un saggio di Leonardo Sciascia: ha così inizio una lunga collaborazione e amicizia tra Scianna e lo scrittore siciliano. Pochi anni piu tardi, nel 1967, si trasferisce a Milano, lavora per L’Europeo, e poi come corrispondente da Parigi, citta in cui vivrà per dieci anni. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri, sempre con un’introduzione di Sciascia. A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine Litteraire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, Ie cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù. Il grande fotografo lo introdurrà nel 1982, come primo italiano, nella prestigiosa agenzia Magnum. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda riscuotendo un successo internazionale. É autore di numerosi libri fotografici e svolge da anni un’attivita critica e giornalistica; ha pubblicato moltissimi articoli su temi relativi alla fotografia e alla comunicazione per immagini in generale.

 

Alberto Bianda. Nato a Freiburg in Germania il 18 giugno del 1955, una delle tappe della carriera diplomatica del padre. Si diploma in grafica a Lugano nel 1980. Dopo aver lavorato a Milano con Pierluigi Cerri presso la Gregotti associati da febbraio 1981, inizia l’attività professionale in proprio nel 1984. Nel 1987 la Banca del Gottardo lo incarica dell’ideazione dell’immagine della Galleria Gottardo, di cui è art director fino alla chiusura della medesima avvenuta nel mese di ottobre del 2008. Dal 1996 inizia l’attività didattica al CSIA di Lugano e dal 1997 alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, (SUPSI). Dal 2003 al 2005 è co-responsabile del ciclo di Comunicazione visiva presso lo stesso Dipartimento della Supsi, dove contribuisce all’ottenimento della certificazione federale del dipartimento stesso. Tiene inoltre corsi al Politecnico di Milano e all’Isia di Urbino. Viene chiamato a Photoespaña 2009 a tenere una conferenza sul libro di fotografia, nell’ambito degli Encuentros sul tema Le parole e la fotografia. Dal 1999 al 2002 è art director per la fotografia per la Federico Motta Editore. Fonda nel 2001 il suo studio, Theredbox Communication design. Nel 2010 vince il concorso per il neo-nato Centro Culturale Chiasso e ne diventa l’art director. Ha disegnato e curato, nel ruolo di art director, tutta la comunicazione della Galleria Gottardo, una fondazione per la cultura della Banca del Gottardo, progettandone tutti i manifesti, i cataloghi e gli allestimenti, affiancando a questo in alcuni casi il lavoro di curatela.  Sempre nell’ambito della Galleria Gottardo propone, disegna e cura il volume e la mostra di Ferdinando Scianna “Quelli di Bagheria”. Attualmente vive, lavora e insegna a Lugano. Tra i libri più importanti e premiati ricordiamo: Gabriele Basilico, L’esperienza dei luoghi, (Galleria Gottardo, Lugano 1983, Arté, Treviso 1994); Ferdinando Scianna, Quelli di Bagheria, (Galleria Gottardo, Lugano 2002, Peliti Associati, 2003, Quaderni dell’Ortigia, 2009); Antonio Biasiucci, Res, lo stato delle cose (Galleria Gottardo/Contrasto, Lugano 2004), Gabriele Basilico, Diario di lavoro, (Peliti Associati, 2006, Actes Sud, 2006, Dewi Lewis, 2006); Ferdinando Scianna, La geometria e la passione, (Contrasto, Milano 2009); Sergio Libis e Alberto Bianda, Sergio Libis, fotografo a Milano 1956-1995. (Gabriele Capelli Editore/m.a.x.museo, Mendrisio, 2010). Ha collaborato con numerosi professionisti tra i quali: Gabriele Basilico, Antonio Biasiucci, Mario Botta, Giampiero Bosoni, Achille Castiglioni, Pierluigi Cerri, Donna Ferrato, Max Huber, Antonin Kratochvil, Sergio Libis, Bruno Monguzzi, Francesco Radino, Ferdinando Scianna, Livio Vacchini, Silvio Wolf.

 

Intervento a cura di Michele Lipparini +393332017500

 

 

 

 

Ufficio stampa Contrasto: Valentina Notarberardino,  vnotarberardino@contrasto.it; Via Nizza 56 – Int. 5 -00198 Roma

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Diritti umani: I dolori della pace: Scontro o crisi di civiltà nel Mediterraneo a cura dell’associazione Per i diritti umani


 doloriSpazio Tadini ospita, ancora una volta, l’Associazione per i Diritti Umani, per affrontare il tema dei diritti.

Mercoledì 14 alle ore 18.30 a Spazio Tadin si svolge l’incontro patrocinato dal Comune di Milano – Consiglio di Zona 3 : “I DOLORI DELLA PACE. Scontro o crisi di civiltà nel Mediterraneo dal Darwinismo geopolitico al disarmo culturale” Via Jommelli, 24 (MM Loreto/Piola) a Milano alle ore 18.30.

 L’evento è il quinto appuntamento de “La carovana dei Diritti” e vedrà la partecipazione di Giuseppe Goffredo e Mohammad Amin Wahidi. Sarà presentato il libro “I dolori della Pace”. Più in generale sarà l’occasione per dibattere su questioni di grande attualità come la necessità della pace e del dialogo tra i popoli, con particolare riferimento ai Paesi del Medio-Oriente.

L’incontro sarà moderato da Alessandra Montesanto, vicepresidente dell’Associazione per i Diritti Umani.

Durante la serata verrà proiettato un cortometraggio a tema.

Mohammad Amin Wahidi è nato Kabul nel 1982, rifugiato in Pakistan con la famiglia all’età di 10 anni, al rientro in patria ha studiato teatro e cinema alla Facoltà di Belle Arti di Kabul. Tra i primi presentatori televisivi in Afganistan di etnia hazara, osteggiato dai fondamentalisti pashtoon fino alla chiusura delle sue trasmissioni, nel 2007 ha fondato la casa di produzione Deednow Cinema (Nuova Visione) che supporta il lavoro di filmmaker afgani che vogliano trasmettere un messaggio di pace. Wahidi è regista, poeta e attivista dei Diritti Umani.

Giuseppe Goffredo è poeta, scrittore, saggista, si è occupato per la prima volta in Italia dagli anni Ottanta del tema “Italia-Mediterraneo-Europa”. Ha fondato il Laboratorio Progetto Poiesis organizzando il festival Poesia In Chiostro (1983.1993), ed in seguito i Seminari di Marzo dal 1995 a oggi. È direttore della rivista da Qui letteratura arte e società fra le Regioni e le Culture mediterranee, e dal 2007 è direttore editoriale della Poiesis Editrice che pubblica saggistica, narrativa e poesia stabilendo un ponte fra le rive del Mediterraneo e dell’America Latina.

 “Se la guerra si deve porre gli interrogativi sui fini dell’umanità, la pace deve predisporre i mezzi per raggiungere tali fini. La pace in realtà si deve porre come ricerca totale, individuale e collettiva, temporale e spirituale, per modificare le prospettive di vita sul pianeta”.

 

Milano libri: Magnolia il libro mai presentato in Italia di Angelo Tondini tradotto in più lingue: 170 haiku per un albero


Presentazione in anteprima nazionale del libro di Angelo Tondini- fotografo scrittore e giornalista- Marterdì 15 aprile dalle ore 18 alle 20. Spazio Tadini via Niccolò Jommelli, 24- Milano

MAGNOLIA

Uscito per la prima volta a Kiev nel 2003 e successivamente ristampato, mai presentato in Italia, è un esercizio di difficile equilibrio tra la rigida gabbia della metrica e la descrizione magica di un albero. Un testo poetico 170 haiku per un albero. Gli haiku sono composizioni poetiche di soli 3 versi, con metrica rigida (5-7-5 sillabe) nati in giappone nel XVII secolo. Il libro è alla sua 3° Edizione tradotto in russo e in italiano, ha ricevuto un premio dall’Istituto Giapponese di Cultura – Roma.

Durante la presentazione verranno proiettate le immagini fotografiche del Giappone in slide roll  e si svolgerà una lettura poetica di Michele Mostacci.

Biografia Angelo Tondini

Toscano di Arezzo, vivo a Milano da molti anni. Ho studiato letteratura e scienza politica con insegnanti illustri come: Contini, R. Mieli, Sartori, D. Oppenheimer. Ho lavorato con fotografi famosi, italiani, francesi e americani, tra cui Art Kane, uno dei grandi maestri contemporanei. Specializzato in reportage di viaggio, architettura e food, in 35 anni di attività ho visitato 166 Paesi nei cinque continenti, alcuni più volte.  Nel 1988 sono stato il primo uomo occidentale a raggiungere le sorgenti del Fiume Giallo in Cina. Nel 1991 ho vinto in Costarica il premio Expotur come reporter dell?anno e nel 2002 il premio ADUTEI (Enti del Turismo Stranieri) come miglior fotografo. Ho collaborato con editori e riviste di tutto il mondo e sono socio NEOS (giornalisti di viaggio) e CIGV (Club Internazionale Grandi Viaggiatori). Il mio archivio di foto personale supera il milione d’immagini a colori. Ho pubblicato innumerevoli articoli, con testi e foto, su centinaia di giornali e riviste in tutto il mondo e dieci libri sono la mia produzione letteraria, editi in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Russia.

Libri: presentazione del libro La Signorina Volentieri e altri racconti di Angelo Gaccione


Libri a Spazio Tadini, La signorina volentieriVenerdì 14 marzo 2014, alle ore 18:30, Presentazione del Libro La Signorina Volentieri e altri racconti, Oltre Edizioni, di Angelo Gaccione.

Norma, Beba, Cornelia, Morgana, Greta, Sandra, Rebecca, Liliana, Lavinia, Siria, e poi Manuela, Gaia, Pat, Lucilla, Carlotta, Sveva… Dalla penna del più versatile scrittore italiano di racconti, una galleria di ritratti esemplari di donne, meravigliosamente ironici, parodistici, appassionati, teneri, commoventi, resi da una scrittura contratta, apparentemente leggera, ma di straordinaria pulizia stilistica e formale. Storie di oggi, storie di tic, di manie, di passioni, di sentimenti, di rapporti a volte complessi, storie che attraversano le mode e il costume, storie disegnate sullo sfondo di una storia più grande, e che ci appartengono.  Continua a leggere Libri: presentazione del libro La Signorina Volentieri e altri racconti di Angelo Gaccione

LIBRI MILANO – VENERDì 7 MARZO ORE 18.30: Nuova Vandea {compendio di resistenza} a Spazio Tadini


La presentazione del libro della casa editrice Officine Ultranovecento

Nuova Vandea

di Gian Ruggero Manzoni – Sebastiano Adernò, Marco Baj – Simone Zanin

Con la presenza degli autori

Nuova Vandea - scheda libro

Questo non è un libro, questa è un’operazione di CONSERVAZIONE… CUM SERBARE, in cui il CUM è rafforzativo di SERBARE, che sta, ovviamente, come in italiano, per serbare, ma, soprattutto, per SALVARE e CUSTODIRE un’IDEA FORTE, contro un mondo che invece corre, privo di identità e guidato dal denaro, verso l’omologazione, la centrifugazione e la globalizzazione, le quali sono le prime “mine” del CONCETTO di Storia, della nostra storia, quindi del
nostro racconto, cioè del nostro essere, in carne e in spirito. Oggi o si è di qua o si è di là della barricata. Il di là ormai sappiamo che di certo vincerà, perché
l’Occidente, con gli Stati Uniti in testa, ha preso follemente quella direzione e la nostra gente è per lo più sradicata. Il di qua (il Genius Loci e quel pathos) è di coloro che, come noi, per salvare fino all’ultimo quell’IDEA di Europa, pur sapendo che la battaglia è già perduta in partenza, nei tempi hanno combattuto in difesa di ciò che di più caro apparteneva loro, per evitare la totale
sparizione dell’EUROCENTRISMO DEL SAPERE. Noi, per questo e senza indugio, vogliamo ancora essere nella Berlino dell’aprile 1945, nella Vienna della
battaglia del 1683, o ancora nella Vandea del 1793, che lo vogliate oppure no, con tutto ciò che ne comporta e ne com-porterà. L’attesa è rivolta a un nemico
silenzioso e implacabile, che sempre più spesso è nascosto ormai fra noi. Ma questo non ci spaventa.
Siamo pronti.

Libro: presentazione di Narrazioni, risposte e aforismi e Il portacenere della fantasia di Massimo Belloni


libri-in-bianco-e-neroSabato 22 marzo 2014 alle ore 18:30 a Spazio Tadini presentazione di due libri,  “Narrazioni, risposte e aforismi” (2012)  e “Il portacenere della fantasia” (2014), di Massimo Belloni

Dopo i cinquant’anni la densità degli eventi, nella vita di un musicista, può espandersi, declinare o migliorare. Quanto rappresentato in precedenza dai concerti, nel mio caso è stato sostituito dalle occasioni riguardanti le nuove attività, vere novità alle quali mi dedico da circa quindici anni. La scrittura e la composizione quindi, grazie alle quali ho dato forma all’espressività in maniera ben diversa dalla musica performativa. Opportunità presenti anche oggi, sotto forma di dialogo e ascolto, anche musicale. Oltre all’intrattenimento riguardo ai miei due libri attuali, suoneremo brani dal repertorio pianistico, la mia Sonatina seconda per pianoforte (2013) e  “Un canto nuovo” con la partecipazione della mezzosoprano Maria Ermolaeva. Il  dialogo di oggi sarà dedicato a illustrare i volumi e le ragioni che mi hanno spinto a realizzarli. Continua a leggere Libro: presentazione di Narrazioni, risposte e aforismi e Il portacenere della fantasia di Massimo Belloni