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Alessandro Trovati: incontro sulla fotografia sportiva mercoledì 30 maggio 2018


Mercoledì  30 maggio 2018, alle ore 19:30, si svolge un incontro con l’autoremodera e intervista la sua curatrice e agente, Federicapaola Capecchi. E a seguire Alessandro Trovati, in vista  di  Playground Milano League, dialoga con PhotoMilano che è media partner dell’evento. 

Alessandro Trovati è in mostra fino al 3 giugno con Olimpiadi, una selezione delle fotografie più significative e autoriali fatte alle Olimpiadi, partendo da quelle appena conclusesi – Pyeongchang 2018 – percorrendo poi quasi tutte le 11 Gare Olimpiche, da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012, attraverso i più grandi momenti e protagonisti della storia dello sport.

Durante l’incontro, oltre alle fotografie in mostra, potremo vedere anche alcune delle ultimissime fotografie realizzate agli Olympics winter games PyeongChang 2018 e alla  Ski World Cup 2017/2018. Soprattutto sarà possibile dialogare con il fotografo, e chiedergli non solo della sua ricerca ma anche di come si sta evolvendo e trasformando la fotografia sportiva. Scoprire aneddoti e racconti dei più grandi eventi mondiali e scoprire dalla sua viva voce come nascono le sue inquadrature sapienti, sempre molto equilibrate, articolate; come nascono fotografie uniche che tramandano nel tempo storie che appartengono a tutti e appassionano il mondo intero.

Rio 2016 Olympic games - August 2016. Women's sync. 3 m sprigboard. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto
Rio 2016 Olympic games – August 2016. Women’s sync. 3 m sprigboard. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto

Al termine dell’incontro si terrà un momento destinato ai soli memebri di PhotoMilano: un’occasione unica per ricevere informazioni e consigli da uno dei più grandi fotografi sportivi, in vista dell’evento che andranno a fotografare come Media Partner della Playground Milano League. Un momento in cui affrontare e chiedere anche specifiche e consigli tecnici utili a documentare un evento sportivo.

Vent’anni di esperienza con Associated Press e Pentaphoto. Ha fotografato i più più importanti eventi sportivi del mondo, tra cui 11 Olimpiadi (era il fotografo più giovane commissionato ad Albertville nel 1992), ogni Coppa del Mondo di sci dal 1992, il Giro d’Italia, Tour de France e molti altri eventi in altre discipline sportive. Pubblica su quotidiani e sulle riviste più importanti al mondo.

Nell’ambito della fotografia pubblicitaria dirige alcune campagne per i più prestigiosi marchi internazionali, lavorando con le più importanti agenzie pubblicitarie.

Ha vinto numerosi premi tra cui il GrandPrix della Pubblicità 2008 Best Campaign Sport, 2012 e 2014 il premio Ussi per “miglior foto sportiva dell’anno” con l’inizio del triathlon Londra 2012 e il Giro d’Italia 2014. Dal 2013 è membro di Canon, Ambassador.

Figlio di Armando Trovati fondatore dell’agenzia Pentaphoto specializzata in sport e fotografia pubblicitaria. Ha all’attivo diverse mostre tra cui Photolux a Lucca, Canon Fotografica 12, Esposizione della Foto 13 Milano e Roma. Maggio 2017 vede un’importante mostra bi personale “Lo sport in bianco e nero” a Spazio Tadini Casa Museo (Mi),  esposto alla prima Triennale della Fotografia Italiana e al Festival Fotografico Europeo 2018. È Canon Ambassador.

LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati
LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati

Da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012 possiamo dire che Alessandro Trovati ha fotografato i più grandi momenti e protagonisti della storia delle recenti Olimpiadi. Ricordate lo sguardo stupito di Usain Bolt (Pechino 2008) quando vinse l’oro nei 100 metri? Pur arrivando primo ha un’espressione di stupore per il nuovo record raggiunto – 9”69 – più che di esultanza. Quella fotografia è di Alessandro Trovati. E Valentina Vezzali inginocchiata a terra che urla al cielo? Sempre Pechino 2008 e anche quello scatto è di Trovati. Come sua è la foto di Yuri Chechi (Atene 2004) quando vince il bronzo agli anelli nella ginnastica artistica, delle sorelle Venus e Serena Williams (Londra 2012), del Triathlon, di Tomba, di Pantani, e potremmo davvero andare avanti ancora e ancora.

OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati
OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati

 

Clouds or snow Sky World Cup 2018, Photo Alessandro Trovati, Pentaphoto
Ski World Cup 2017/2018
Wengen,Italy 11/1/201.Downhill As Sejersted (Nor) photo:Pentaphoto/Alessandro Trovati.

INCONTRO CON ALESSANDRO TROVATI ore 19:30

CASA MUSEO SPAZIO TADINI

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano

Visita guidata e incontro € 5 – chi desidera la visita guidata deve presentarsi entro le 19                                                                                                     – Momento destinato ai membri di PhotoMilano : privato non aperto al pubblico – Info: federicapaola@spaziotadini.it

Olimpiadi, Mostra Fotografica di Alessandro Trovati – Testo di Federicapaola Capecchi


Rio 2016 Olympic games, Men's trampoline Gymnastics. August 2016. photo by Alessandro Trovati Pentaphoto Mate Images
Rio 2016 Olympic games – Men’s trampoline Gymnastics. August 2016. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Images

Un Icaro riuscito

Di  Federicapaola Capecchi

Guardando, leggendo una fotografia bisognerebbe identificare subito alcuni elementi fondamentali tra i quali la luce, i piani, la tonalità, l’inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità. E nelle fotografie di Alessandro Trovati li identifichiamo sempre, subito, tutti. Uno più perfetto dell’altro. Come veniamo catturati, in un istante, dal Sublime – l’immaginazione pura, campo di azione di un grande fotografo anche creativo – e dal Bello – una delicata sintesi tra immaginazione,  invenzione e visione -.

L’insieme di tutti questi elementi, e una assoluta e suggestiva bellezza formale, tanto quando lavora in bianco e nero quanto a colori, ci svela che Alessandro Trovati con le sue fotografie riesce a compiere anche un ribaltamento del concetto di Sublime Romantico, dove l’uomo poteva solo accettare passivamente, contemplare in estasi tutto ciò che non è in grado di comprendere né contenere. Alessandro Trovati, al contrario, con la sua fotografia da vita ad un Icaro riuscito, che non contempla, ma agisce. Una riflessione nata su una foto in particolare della Sky World Cup 2018 – Clouds or snow – ma che ritorna costante in molte fotografie delle Olimpiadi in mostra. L’atleta, tanto quanto le sue gesta, sono a tal punto attori della scena e del momento nello sguardo di Alessandro Trovati, da crearlo il cielo o la neve, invertirli, inventare nuove e ulteriori forme di un paesaggio o panorama o stadio o velodromo alle loro spalle; rendendo zone d’ombra e colori sensazioni accoglienti e morbide tanto quanto calde, dirette e assolute. Questo Icaro riuscito fonde differenti luci in una quantità di luce ambientale unica che pure sembra cangiante, come se passassimo tutte le fasi, dall’alba al pomeriggio dove il sole è alto e caldo, in quel solo attimo liberato nella fotografia.

Clouds or snow Sky World Cup 2018, Photo Alessandro Trovati, Pentaphoto
Ski World Cup 2017/2018
Wengen,Italy 11/1/201.Downhill As Sejersted (Nor) photo:Pentaphoto/Alessandro Trovati.

E le foto più belle sono anche sempre un premio alla capacità di essere concentrati e ricettivi. Una grande foto è anche intrisa di mistero. Quell’arcana capacità di Alessandro Trovati di continuare il racconto, prima e dopo, oltre e fuori dall’inquadratura e dai bordi della fotografia stessa. Ogni fotografia di Alessandro Trovati è in sé, e in qualche modo, misteriosa, perché ci mostra non solo ciò che è ma, per dirla come sosteneva Minor White, anche “cos’altro è”. Sì è lo sport, o meglio, la sua anima. Siamo d’accordo. E per di più in un gioco dialettico anche con l’ambiente (cielo, terra, mare) ma … cos’altro è?!

Rio 2016 Olympic games - August 2016. Women's sync. 3 m sprigboard. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto
Rio 2016 Olympic games – August 2016. Women’s sync. 3 m sprigboard. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto

Alessandro Trovati non ha bisogno di espedienti tecnici come per esempio l’effetto panning, (raramente lo usa e più per virtuosismo che per ricerca), perché, per esempio, il movimento è consustanziale al suo sguardo, prima ancora che ai suoi occhi e alla sua testa. Come la sintesi. E dunque non ha bisogno di orpelli per restituircelo in forma di libertà. Un movimento e una sintesi che ci arrivano con la stessa potenza e velocità della prestazione atletica che stiamo osservando: che non sono congelati, non sono fermati, mai, ma anzi in continuo divenire per ogni secondo del nostro sguardo, obbligandoci a vedere, e non semplicemente a guardare. Perché movimento, sintesi, essenza e racconto continuano prima e dopo la fotografia, oltre e fuori dai bordi della foto stessa.

Una differenza molto importante tra il colore e la fotografia monocromatica è questa: in bianco e nero suggerisci; a colore affermi”. Paul Outerbridge

LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati
LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati

E la fotografia di Alessandro Trovati afferma altresì con fermezza quanto sia reale un pensiero di Francesco Tadini, e cioè che la fotografia non cattura! Ma libera il momento dal fluire della realtà. Cos’altro è dicevamo … Appunto. Non contemplare ma dominare la realtà e il suo fluire. E ancora è una questione di mentalità, di atteggiamento. È lui stesso l’atleta dell’evento. Cos’altro è. La consapevolezza del saper raccontare storie, il piacere di avere questo compito di rivelarle in tutte le sfaccettature; è la maestria di farlo, compiutamente e creativamente, in quella misteriosa quanto libera frazione di istante irripetibile. Eppure tutti continueranno a raccontare di quel momento, pur senza averlo mai visto. E così questo Icaro riuscito muove occhio, sguardo e mirino su neve, nuvole, mare e terra; avvolge e distingue, trasforma e crea atleta, ambiente, situazione, prestazione, nell’elemento ideale per sperimentare la sensazione di libertà. Un territorio dove la fatica fisica, i vincoli tecnici sembrano scomparire e i corpi degli atleti – che poi ci sembrano uomini come noi – sembrano sempre librarsi nell’aria come uccelli. Cos’altro è.

Nelle fotografie di Alessandro Trovati possiamo non limitarci a guardare la foto, ma possiamo vederla davvero, poi comprenderla e alla fine persino interpretarla secondo la nostra sensibilità e immaginazione. Cos’altro è. La fotografia dei grandi. Quella che sa cos’è la luce, e sa giocarvi con maestria, quella che ha la consustanziale attitudine a far emergere forme e dettagli grazie a passaggi chiaroscurali (tanto nel bianco e nero quanto nel colore), quella in cui le ombre assumono la stessa importanza degli oggetti, delle persone, degli spazi che le producono; quella che ha ritmo, tempo, le pause. Quella fotografia che ci restituisce i protagonisti di vicende epiche, persone, e assolutamente “al presente”, come tangibili le loro storie, forse anche i loro pensieri, in quella nuvola di sudore che immaginiamo evaporare nel cielo. Quella fotografia che ha inquadrature sapienti, sempre molto equilibrate, articolate, che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni senso – anche nei sensi – muovendo l’occhio e lo sguardo in ogni spazio e tempo della fotografia, oltre ogni soggetto attivo o passivo o in primo piano. Perché è qui, in questa formula visiva e narrativa che conchiude ogni sfumatura e azione, che si svela il senso della realtà che Alessandro Trovati ha scelto di liberare e raccontare.

Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images
Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images

Una fotografia, è l’arresto del cuore per una frazione di secondo”. Pierre Movila

Dinanzi alle fotografie di Alessandro Trovati il cuore sì, si arresta per una frazione di secondo … per poi rimettersi in moto, libero, nel ritmo e nella danza di un racconto meraviglioso.

Federicapaola Capecchi

 

 

Alessandro Trovati: mostra fotografica Olimpiadi dal 3 maggio 2018


Rio 2016 Olympic games, Men's trampoline Gymnastics. August 2016. photo by Alessandro Trovati Pentaphoto Mate Images
Rio 2016 Olympic games – Men’s trampoline Gymnastics. August 2016. Photo by Alessandro Trovati /Pentaphoto/Mate Images

La Mostra Fotografica Olimpiadi di Alessandro Trovati, a cura di Federicapaola Capecchi, apre al pubblico giovedì 3 maggio 2018

In mostra anche Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Auletta  e alcune fotografie di Armando Trovati.

Partner e Sponsor della Mostra Bruno Melada Stampa & Fine Art

Apre al pubblico giovedì 3 maggio 2018, ore 18:30, la Mostra Fotografica Olimpiadi di Alessandro Trovati, Canon Ambassador. Una selezione delle fotografie più significative e autoriali fatte alle Olimpiadi, partendo da quelle appena conclusesi – Pyeongchang 2018 – percorrendo poi quasi tutte le 11 Gare Olimpiche, da Atene 2004 a Pechino 2008 a Londra 2012, attraverso i più grandi momenti e protagonisti della storia dello sport.

Dopo la mostra “Lo sport in bianco e nero”, incentrata sulla narrazione che si muove all’interno del bianco e nero di Alessandro Trovati e dell’ intensità e carattere delle sue fotografie,  concentriamo l’attenzione sul colore e sulla sua duplice capacità: quella di dare prima un’assoluta e suggestiva bellezza formale e, un attimo dopo, far accorgere che si sta parlando di sport, anzi della sua anima. Un fotografo sportivo di questo calibro è, in fondo, anche lui un campione olimpico, anche lui in cerca di un record da battere. Nel fotografare. In cerca di nuovi mezzi, o innovativi, per scattare foto spettacolari. Rispetto ad un tempo oggi un fotografo sportivo può fotografare sott’acqua, avvalersi di robotica per comandare a distanza la macchina fotografica in situazioni e posizioni non raggiungibili, eccetera. Ma per quanto il progresso tecnologico sia di reale ausilio nella fotografia sportiva, non è ciò che fa la differenza per Alessandro Trovati. La differenza è data dal fatto che la sua è la fotografia dei grandi. Quella che sa cos’è la luce, e sa giocarvi con maestria, quella che ha l’attitudine di far emergere ombre e dettagli grazie a passaggi chiaroscurali (e avviene anche nel colore), quella che ha ritmo, tempo, le pause. Quella fotografia fatta anche di inquadrature sapienti, sempre molto equilibrate, articolate, che chiedono all’osservatore di essere attivo in ogni senso, muovendosi in ogni spazio e tempo della fotografia, oltre ogni soggetto attivo, passivo o in primo piano. Anche nei coni d’ombra. Perché è lì, in quella formula visiva e narrativa, che si conchiude ogni sfumatura e azione, che si svela il senso della storia che Alessandro Trovati ha scelto di raccontare.

LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati
LONDON 2012 Olympic games, August 2 2012, Elisa Di Francisca Fioretto squadre. scherma Pentaphoto, Alessandro Trovati

E così nella mostra Olimpiadi – attraverso gli scatti a Mohammed Farah e Usain Bolt (Rio 2016), Yuri Chechi (Atene 2004), Simone Beals (Rio 2016), Michael Fred Phelps, Sofia Goggia (Pyeongchang 2018), all’Hockey femminile (Londra 2012), al nuoto sincronizzato, solo per citarne alcuni – ci muoviamo tra fotografie che si distinguono subito per la luce, i piani, la tonalità, l’inquadratura, il punto di vista, i soggetti, la struttura e la dinamicità. Dove il movimento è nella sua natura e nella sua testa prima ancora che nel mirino della macchina fotografica. Un movimento che non è mai congelato ma sempre in divenire per ogni secondo del nostro sguardo sulla foto, obbligandoci a vedere e non semplicemente a guardare.

OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati
OLYMPIC GAMES PECHINO 2008, Usain Bolt Agosto 2008 Photo by Alessandro Trovati

Tra i molti elementi che caratterizzano una buona foto” – scrive la curatrice Federicapaola Capecchi – “uno tra i più importanti  è probabilmente il mistero. Per dirla come sosteneva Minor White … <cos’altro è?>. Cosa altro è la fotografia di Alessandro Trovati? Una questione di mentalità (è lui stesso l’atleta dell’evento) e l’importanza di raccontare storie da tramandare nel tempo”. E così la mostra Olimpiadi si muove attraverso l’essere immersi nell’azione e il piacere di raccontare storie in tutte le loro sfaccettature. “Le sue fotografie – scrive ancora la curatrice – “hanno la forza e il fascino della capacità di fissare l’attimo così come il gesto atletico, di immortalare gioia, fatica, dolore”.

Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images
Rio 2016 Olympic games, August 2016, Syncronised swimming Photo by Alessandro Trovati, Pentaphoto, Mate Images

Nella mostra Olimpiadi sono esposte anche 3 fotografie di 4 colleghi di Alessandro Trovati – Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Aulettain una sorta di omaggio alla fotografia sportiva che condividono come mestiere e passione, a concretizzare uno dei più grandi valori dello sport e delle Olimpiadi: lealtà e fratellanza. In fondo i cinque anelli intrecciati su fondo bianco, simbolo e bandiera del Comitato Internazionale Olimpico (Cio) e dei giochi olimpici fin dal 5 aprile 1896, giorno in cui ad Atene furono aperte le prime Olimpiadi dell’era moderna, simboleggiano proprio ciò. A ogni colore corrisponde un continente: blu per l’Oceania, nero per l’Africa, rosso per le Americhe, verde per l’Europa e giallo per l’Asia. Con questo simbolo il barone francese Pierre de Coubertin, che lo aveva ideato insieme ai Giochi olimpici, voleva sottolineare lo spirito di fratellanza che doveva caratterizzare la manifestazione.

A suggello di questo omaggio alla fotografia sportiva, un piccolo omaggio è per Armando Trovati, padre di Alessandro e fondatore di Pentaphoto, del quale quattro fotografie suggestive aprono il percorso della mostra.

Olympic Games '84, Los Angeles, Photo Armando Trovati
Olympic Games ’84, Los Angeles, Photo Armando Trovati

OLIMPIADI di Alessandro Trovati

A cura di Federicapaola Capecchi

In mostra anche Stefano Rellandini, Luca Bruno, Marco Trovati, Giovanni Auletta e Armando Trovati

Dal 3 maggio al 3 giugno 2018 – Opening giovedì 3 maggio ore 18:30

Partner e Sponsor della Mostra Bruno Melada Stampa & Fine Art

Casa Museo Spazio Tadini

Via Niccolò Jommelli 24

20131 Milano