MOSTRE 2016


SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS, LA MOSTRA: DAL 16 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE  BERENGO GARDIN, FRANCESCO CITO: CON IMAGE MAG A SPAZIO TADINI     MARINA CARBONI – LA SINTESI DEL CERCHIO IN MOSTRA A SPAZIO TADINI GENERAZIONE MEME – GIOVANI LICEALI E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE A SPAZIO TADINI DAL 29 APRILE AL 18 MAGGIO 2016 … Continua a leggere MOSTRE 2016

Astrologia: incontri sullo zodiaco per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti


Due incontri sull’astrologia sabato 26 novembre e 3 dicembre alle ore 18 a Spazio Tadini con la collaborazione di Sarah Baccenetti. Cos’è un tema Natale? Qual è il senso del’oroscopo? Cosa cercano le persone nella lettura del proprio segno zodiacale? Più una previsione oppure la conoscenza di se stessi? A queste e altre domande risponderanno gli esperti che abbiamo invitato. 

Sabato 26 Novembre 2016 ore 18:00 incontreremo Alessandro Broveglio, astrologo, che esporrà al pubblico come l’astrologia ormai faccia parte del nostro quotidiano attraverso i simboli astrologici presenti nella città di Milano e ci regalerà anche Pillole previsionali per il 2017 segno per segno che ci aiuteranno a predisporci al meglio al nostro personale progetto di vita per il prossimo anno.

Anche il secondo incontro previsto nel corso della mostra si prospetta carico di densità emotiva e porrà l’attenzione sul rapporto tra cielo e terra o meglio su come i Pianeti vengono percepiti e interpretati dall’uomo.

Sabato 3 Dicembre 2016 ore 18:00 l’Astrologa Ornella Ventura affiancherà l’Astronomo Marco Gambassi in uno scambio dialettico che farà luce sui vantaggi che l’influsso dei pianeti portano agli esseri umani ed insieme elargiranno consigli su come migliorare la propria esperienza di vita in base ad una nuova consapevolezza del vivere attraverso il rapporto uomo, terra e pianeti.

Ornella si concentrerà sulla tematica principale dell’astrologia dal titolo: “Nessuno ci crede ma tutti sbirciano…” E’ risaputo infatti che il termine Astrologia desti interesse sia in senso positivo sia in termini più sfidanti. Ornella spiegherà la differenza tra l’oroscopo di massa e la lettura di un tema natale.

Marco invece affronterà il tema discusso dal mondo degli astronomi/astrologi di “Ofiuco” chiamato anche il tredicesimo segno, e farà chiarezza sulle differenze tra Costellazioni e Pianeti.

L’incontro è con ingresso alla mostra (ingresso 5,00 euro – 3 euro per i soci e per coloro che hanno già visitato la mostra e conservano il biglietto).

La mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti, a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini è un percorso ricco di suggestione emotiva e denso di significato olistico che introduce lo spettatore ad una vera e propria commistione con il Cosmo.

Gli artisti si lasciano guidare nei loro lavori artistici dalla forza di gravità, dalla sabbia, dal vento, dal Sole, dall’energia prodotta dalla materia organica, dalla metafisica dell’Universo, dalla luce delle lettere cosmiche e da strumenti percettivi.

Più che una mostra è un vero e proprio viaggio, del tutto esperienziale e pieno di stimoli che arricchiranno lo spettatore del suo personale “significato della vita”.

 

 

A completare l’esperienza il pubblico troverà un’esposizione di magliette originali realizzate da artisti vari tra cui proprio il Tredicesimo segno, Ofiuco, realizzato da Gabriele Poli. Un angolo per un regalo di Natale originale e all’insegna delle “Buone stelle”.

 

BIOGRAFIA

Alessandro Broveglio ha iniziato ad appassionarsi di Astrologia e Tarocchi durante l’adolescenza. Studia da oltre vent’anni tali discipline ed è stato allievo di astrologi collaboratori di Lisa Morpurgo. Ha imparato a maneggiare con agilità i Tarocchi grazie ad Alejandro Jodorowsky, Marianne Costa e all’Accademia dei Tarocchi diretta da Carlo Bozzelli. Ha presentato come relatore due studi sui Cartomanti e sugli Astrologi nei congressi organizzati dal gruppo “Gli Amici di Lisa”. Conduce una rubrica  tutta sua su FB dal nome “Astrologia e Tarologia di Alessandro Broveglio”. Tuttora prosegue appassionatamente il suo percorso di studioso con la ferma convinzione che Astrologia e Tarocchi siano ottimi strumenti di conoscenza, consapevolezza e crescita personale.
Ornella Ventura, nasce a Bergamo sotto il segno dei gemelli con l’ascendente in vergine. Da giovane intraprende una brillante carriera di imprenditrice nel campo della ristorazione ma dopo tanti anni di attività nel settore decide di trasferirsi a Firenze. Lì, nel 1992, frequenta un corso presso l’Accademia di Astrologia del Prof. Cesare Bartalesi e dopo tre anni riesce a trasformare una piacevole passione in un lavoro. Ma la voglia di sapere sconfina verso nuovi traguardi e prosegue gli studi verso una astrologia psicologica ed evolutiva che la porta a specializzarsi “come operatrice olistica con formazione nel riequilibrio Emozionale di Roy Martina”. Attingendo alla sua sete di sapere decide di apprendere nuovi metodi e strumenti che migliorino la qualità della vita dell’essere umano, metodi che possono aiutare a conoscersi meglio e a portare più pace dentro ogni individuo. Continua ad evolvere e studiare basando il suo percorso sull’amore per la vita e su una visione spirituale dell’esistenza, unica via secondo lei per raggiungere il senso profondo dell’esistenza.
Marco Gambassi, toscano, vive a Firenze. E’ poeta e scrittore, studioso di scienze delle stelle (astronomia, astrofisica, astrologia), che insegna dal 1989. Ha fatto studi e ricerche sulla dimensione fisica e spirituale del tempo. Vuole contribuire all’abbattimento delle barriere della vita e della conoscenza. Impegnato nella ricerca scientifica e astrologica, ha pubblicato vari saggi su astrologia, scienza e fantascienza e raccolte di poesie. Applica all’insegnamento dell’astrologia le sue originali ricerche astronomiche su mappe del cielo, stelle, galassie, asteroidi, ecc…

Mostre Milano: L’uomo, la Terra, i PIaneti: Stefano Russo


Dal 25 novembre al 24 dicembre 2016 Nella mostra L’uomo, La Terra, i Pianeti a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise saranno esposti alcuni lavori di Stefano Russo.

dettaglio di sintesi percettiva

L’artista ha esposto a Spazio Tadini nel 2015 presentando un importante progetto artistico Pro Lumen Light Trasmutation.

Dal buio alla luce come una nascita e come la storia dell’umanità che attraverso le scoperte tecnologiche e scientifiche ha migliorato la visione del mondo: “ha fatto luce”. Nei secoli si è passati dalla visione ad occhio nudo, alla visione attraverso macchine sempre più sofisticate che oggi permettono di vedere ed esplorare sempre meglio la vastità dell’Universo. Queste invenzioni e scoperte hanno cambiato le nostre prospettive, dalla scienza all’arte.

La luce è per Stefano Russo il filo conduttore di un percorso, sicuramente quello dell’uomo, ma forse anche quello dell’Universo. La luce segna spesso il passaggio tra un prima e un dopo. Pensiamo al momento della nascita, quando il bambino si muove dal buio del ventre materno e si spinge verso la luce. Sempre la luce sembra essere il ricordo che accomuna coloro che si risvegliano dal coma. Lo stesso Big Bang è un’esplosione di luce e allora forse c’è da credere che, nella luce, sia insita la stessa variazione della materia dalla vita alla morte. (segue…)

Sony World Photography Awards, la Mostra: dal 16 settembre al 16 ottobre


Il 16 settembre riapre la stagione Spazio Tadini con un evento esclusivo: per la prima volta in Italia, a Milano, il Sony World Photography Awards con una mostra che espone i pezzi più significativi dell’evento internazionale che vede, ogni anno, gareggiare fotografi da tutto il mondo. La mostra consolida gli appuntamenti con la fotografia d’autore che viene … Continua a leggere Sony World Photography Awards, la Mostra: dal 16 settembre al 16 ottobre

A Spazio Tadini la prima volta in Italia del Sony World Photography Awards


IMMAGINE COMUNICATO STAMPA SONYDal 16 settembre al 16 ottobre 2016, Sony espone allo Spazio Tadini di Milano le fotografie vincitrici e finaliste del più grande concorso fotografico al mondo.
 È la prima volta che la prestigiosa mostra promossa dalla World Photography Organisation arriva in Italia.

In esposizione, tra gli altri, i 3 italiani vincitori della categoria Professionisti, Marcello Bonfanti (Ritratto), Alberto Alicata (Fotografia in posa) e Francesco Amorosino (Natura Morta), il vincitore del National Award, Christian Massari e la vincitrice della categoria Panorama dello Youth Award, Anais Stupka Milano, 12 luglio.

Per la prima volta in Italia la mostra del prestigioso Sony World Photography Awards, il più grande concorso fotografico al mondo. Sony porta a Milano, allo Spazio Tadini, la migliore selezione delle opere vincitrici e finaliste dell’edizione 2016 per offrire anche agli italiani amanti della fotografia la possibilità di vedere dal vivo questo campione dell’arte internazionale.

Con l’esposizione di una selezione dei lavori dei vincitori e finalisti delle diverse categorie, tra cui le opere di nove fotografi professionisti italiani1, la mostra celebra le immagini più belle dell’edizione 2016 dei Sony World Photography Awards, scattate sia da fotografi professionisti sia da talenti emergenti.

Dal 16 settembre al 16 ottobre 2016 la mostra sarà allo Spazio Tadini di via Jommeli 24, punto di riferimento a Milano per il mondo della cultura, centro di eventi, concerti e mostre d’arte contemporanea nato nel 2006 fra le mura di quello che fu lo studio di Emilio Tadini, uno dei più amati scrittori e pittori milanesi del Novecento. L’ingresso ha un costo di 2 euro che darà diritto alla tessera promozionaledi durata mensile dell’associazione Spazio Tadini (i possessori di tessera associativa annuale (12 euro) entreranno gratis). 

Saranno esposte opere di tutti i generi fotografici, dalla fotografia commerciale a quella di viaggio al fotogiornalismo, con una moltitudine di soggetti che spaziano dal ritratto allo sport all’architettura, ognuna selezionata fra le 230.000 fotografie inviate quest’anno da ben 186 Paesi. Lo scorso aprile la mostra dei Sony World Photography Awards 2016 è stata ospitata presso la Somerset House di Londra. Fino a oggi è stata presentata in India, Germania, Cina, Giappone, Australia, Francia, Russia e Stati Uniti.

Si ricorda che sono aperte le iscrizioni per i Sony World Photography Awards del 2017, giunti quest’anno alla loro decima edizione.

Approfondimenti su www.worldphoto.org.
Per ulteriori informazioni, contattare:
Cristina Papis – e-mail: sony.pr@eu.sony.com
Sony Europe Limited, Sede Secondaria Italiana – Via Rizzoli, 4 – 20132 Milano
Tel: 02-618.38.1

Per maggiori informazioni sui Sony World Photography Awards, contattare:
Jill Cotton, PR Director / Kristine Bjørge, PR Manager
press@worldphoto.org / +44 (0) 20 7886 3043

World Photography Organisation
La World Photography Organisation è una piattaforma internazionale a sostegno di iniziative legate al mondo della fotografia. Con attività che coprono più di 180 paesi, il nostro scopo è elevare il livello del dibattito sulla fotografia, dando visibilità ai migliori scatti e fotografi del globo. È per noi un punto di orgoglio saper costruire legami duraturi sia con i fotografi sia con i nostri partner leader del settore a livello internazionale. Proponiamo un ricco calendario di eventi annuale che comprende i Sony World Photography Awards (il più grande concorso fotografico al mondo che festeggerà il 10° anniversario nel 2017), diversi appuntamenti e incontri locali e internazionali, e PHOTOFAIRS, mostre d’arte internazionali dedicate alla fotografia con destinazione Shanghai e San Francisco. Per maggiori dettagli, visitare http://www.worldphoto.org

Sony Corporation
Sony Corporation è un’azienda leader nella produzione di apparecchiature audio, video, imaging, gaming e di Information & Communications Technology destinate al mercato consumer, alle aziende e ai professionisti. Grazie alle divisioni musica, cinema, computer entertainment e online, Sony si posiziona a pieno titolo quale azienda di elettronica e di intrattenimento leader a livello mondiale. Sony ha registrato un fatturato consolidato di circa 72 miliardi di dollari nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2016. Per ulteriori informazioni relative a Sony è possibile visitare il sito http://www.sony.net/

1 I tre vincitori (Marcello Bonfanti, Alberto Alicata e Francesco Amorosino) e i sei finalisti (Andrea e Magda, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Simona Ghizzoni, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato).

Noi Due, personale di Gianna Bucelli a Spazio Tadini dal 30 giugno al 17 luglio


NOI DUE

di Gianna Bucelli

 

a cura di Exfabbricadellebambole

inaugurazione 30 giugno ore 18.30 

pescerosso

“Rinunciando alla suggestione dell’oggetto, oggi Gianna Bucelli realizza con l’ausilio di una felice tavolozza il suo mondo di sogno, liberandolo nella fantasia.

Il lievito della sua ispirazione è una intrigante visione del corpo umano che le consente di esprimersi con assoluta libertà, proponendoci itinerari e riflessioni di grande gusto.

Idea e sognante sensibilità si fondono con delicatezza, formando un repertorio narrativo di dialoghi armonici e semplici, realizzati con la chiarezza senza tempo di un mondo fiabesco.

I suoi cambiamenti di stato d’animo, miscelati attraverso la memoria, ci vengono restituiti in un’atmosfera carica di vena poetica.

“Noi due” è il titolo di questa mostra dove il tema dominante è rappresentato dalle gambe: a volte protagoniste assolute, a volte amiche, a volte complici, a volte alleate, sempre alla ricerca di un dialogo e alla continua speranza che qualcosa si avveri.

Mi sembrano opere virate all’ottimismo, alle luci sottili della primavera e a una certa gioia che solo il sogno può dare.

È un piacere mettersi dalla parte di Gianna e considerare il mondo con i suoi stessi occhi”.

 

Luca Rendina

Elicitazioni di Franco Viganò – mostra fotografica


Franco Viganò espone a Spazio Tadini un percorso suggestivo di scatti intrisi di un modo di guardare denso, che lui definisce di ipercontrasti. I colori infatti sono saturi, riescono ad imprimere un corpo quasi surreale alla realtà che pure appare nella sua semplicità.

dal 24 maggio al 24 giugno 2016

Spazio Tadini, Casa Museo di via Jommelli 24 (vedi MAPPA) diretta da Melina Scalise e Francesco Tadini.

Viganò è in mostra – in questi stessi giorni – anche all’Università Cattolica di Milano con La misericordia è una carezza, insieme a Marta Carenzi e a cura di Cecilia De Carli– direttore del Centro di Ricerca per l’Educazione attraverso l’Arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei (Crea).

“In occasione di questa mia mostra fotografica a Spazio Tadini, contemporanea a quella all’Università Cattolica, qui con immagini varie dai particolari sfocati e i colori intensi, là con ritratti dettagliati di anziani e malati, mi sono interrogato sul perché di questa mia dicotomia nella fotografia, nonché nella scrittura, dove dopo un romanzo di 800 pagine, visionario e delirante, sto completando una raccolta di raccontini brevissimi, ossuti.‘

Devi decidere cosa farai da grande’, mi dicevano Francesco e altri fotografi anni fa davanti alle mie foto.“In In occasione di questa mia mostra fotografica a Spazio Tadini, contemporanea a quella all’Università Cattolica, qui con immagini varie dai particolari sfocati e i colori intensi, là con ritratti dettagliati di anziani e malati, mi sono interrogato sul perché di questa mia dicotomia nella fotografia, nonché nella scrittura, dove dopo un romanzo di 800 pagine, visionario e delirante, sto completando una raccolta di raccontini brevissimi, ossuti.

A parte la risposta istintiva: ‘Peter Pan’ e il rifiuto di pensarci sopra, ci ho riflettuto l’altro ieri di mattino presto, davanti al mare ligure, dove mi trovavo per realizzare un servizio fotografico di tipo alberghiero per amici di amici che ne avevano bisogno per il loro sito internet.

Ho pensato anzitutto che è assurda questa ricerca ovunque e dovunque del filo conduttore, del tema centrale, quasi la vita fosse monotematica e monocorde. La vita è una cosa che accade mentre noi accadiamo a lei, fotograficamente è bianco e nero, estremismi di correnti che si fondono e si esprimono nell’infinità degli spruzzi dei grigi.

A parte la risposta istintiva: ‘Peter Pan’ e il rifiuto di pensarci sopra, ci ho riflettuto l’altro ieri di mattino presto, davanti al mare ligure, dove mi trovavo per realizzare un servizio fotografico di tipo alberghiero per amici di amici che ne avevano bisogno per il loro sito internet.

Ho pensato anzitutto che è assurda questa ricerca ovunque e dovunque del filo conduttore, del tema centrale, quasi la vita fosse monotematica e monocorde. La vita è una cosa che accade mentre noi accadiamo a lei, fotograficamente è bianco e nero, estremismi di correnti che si fondono e si esprimono nell’infinità degli spruzzi dei grigi.

Così la nostra sensibilità corre in greti lontani l’uno dall’altro provenendo dallo stesso cuore.

La mia è attirata dalla felicità e dalla gioia totali, che passano inevitabilmente dal dolore e dalla sofferenza pura. Per questo i ritratti, esatti, scolpiti dei volti faticosi provati da una teologica ingiustizia e da una banale realistica sfortuna. Ecco allora i miei servizi fotografici a centri per disabili, non vedenti, tossici e alcolizzati, anziani e malati. Per questo il libro che sto scrivendo dal titolo ‘Cattiverie’. Insomma ‘il giorno’.

E poi, da sempre, sono attratto dai sogni, quelli che arrivano di notte mentre dormi, che sono l’altra realtà di noi, la nostra notte. Lì i colori sono diversi, e le emozioni evidenziate: i sogni sono ipercontrastati, sottoesposti, hanno una saturazione eccessiva, non guardano il dettaglio della realtà ma l’emozione che vive in lei. Sempre più spesso fotografo cose che mi colpiscono profondamente ma che trovo realizzate nella loro elaborazione onirica più che nello scatto tecnico con taratura precisa del bianco, temperatura esatta del colore, esposizione calcolata. Soprattutto nei viaggi la realtà è zeppa di immagini che sono della stessa sostanza dei sogni. Diversamente dai visi scolpiti dei sofferenti, dove l’esattezza del dettaglio è rispetto descrittivo dovuto al loro dolore.

Sia quelle ‘cose’ che questi ‘volti’ hanno in comune la marginalità e l’inutilità, due aspetti della realtà che per me sono qualità essenziali della vita. E’ questo che mi fa sentire comuni, fratelli, due approcci fotografici così diversi.

In questa mostra non c’è un tema conduttore vero e proprio, visto che ci sono immagini della Sicilia, del Giappone, inglesi, un geko defunto, rovine, metropolitane, sassi e qualche persona. Non è una mostra ‘su’ qualcosa’ ma ‘di’ o ‘per’ qualcosa. Il leitmotiv è l’emozione che sta dietro l’immagine (gli ‘iso’ dell’anima’, il bianco e nero colorato), proprio come il sogno che sta dentro al sonno: e anche la vulnerabilità, il grande sentimento dimenticato di essere indifesi di fronte a tutto.

Continuerò a far ritratti esatti e foto ipercontrastate. Sono sempre io, ed è questo che farò da grande.

Aneddoto finale, forse l’inizio di questa storia: tanti anni fa, di ritorno dal teatro, pioveva tantissimo e io forzavo al massimo i tergicristalli, parcheggiato sotto la casa di Sylvia. Lei mi disse di fermarli, che le piaceva così la realtà, inesatta, sfocata, come se si fossero dimenticati gli occhiali. La realtà bagnata era meravigliosa, stimolava la fantasia ed era tenera come un cane bagnato, e commuoveva.” Franco Viganò

Leggi l’articolo su Milanoartexpo.com

Marina Carboni – LA SINTESI DEL CERCHIO in mostra a Spazio Tadini


Valigie di Cartone di Marina Carboni

Ellis Island, Immigration Museum di New York. Chi lo ha visitato, riconosce.

Queste poche valige descritte nel mio quadro, si moltiplicano nella realtà di allora e di oggi. Cumuli di bagagli abbandonati, ricchi di poche cose e di tutto per chi le possedeva. Ora sono lì, inaccessibili e protette da bacheche di vetro, testimoni di chi è sparito senza un perché senza poterle più recuperare, forse morendo oppure no ma certo scomparendo.

Ieri come oggi. Ieri noi, italiani, oggi voi, mai solo “gli altri”. C’era una volta l’America e l’America è diventata il nome simbolo di ogni luogo che ci può far sperare una vita migliore.

E’ un quadro con poco colore. Avrei voluto poter raggiungere un risultato valido con un’immagine esclusivamente in bianco e nero come le fotografie di allora ma il colore, anche se scarso e misurato, è entrato in punta di piedi e si è rivelato indispensabile.

SITO DELL’ARTISTA