MOSTRE 2016


SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARDS, LA MOSTRA: DAL 16 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE  BERENGO GARDIN, FRANCESCO CITO: CON IMAGE MAG A SPAZIO TADINI     MARINA CARBONI – LA SINTESI DEL CERCHIO IN MOSTRA A SPAZIO TADINI GENERAZIONE MEME – GIOVANI LICEALI E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE A SPAZIO TADINI DAL 29 APRILE AL 18 MAGGIO 2016 … Continua a leggere MOSTRE 2016

Mostre Milano: L’uomo, la Terra, i pianeti: le energie dell’Universo


Le energie dell’Universo diventano arte e vita per l’Uomo –  per scoprire come visita il percorso d’arte nella Casa Museo Spazio Tadini dal 25 novembre -24 dicembre 2016

Opere realizzate usando un pendolo e la forza di gravità, altre dove i pennelli hanno preso il posto di lenti costruite ad hoc per bruciare con l’energia solare, installazioni di frutti per produrre luce, opere del vento e con il vento esposte insieme a macchine percettive per “osservare l’energia”, queste e altre opere suggestive vi inviteranno ad immergervi in un percorso d’arte e riflessione su L’uomo, la Terra, i pianeti nella Casa Museo Spazio Tadini. La mostra è a cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

ARTISTI IN MOSTRA

Marco Ulivieri (forza di gravità),

Giuseppe Lo Schiavo (energia eolica)

Stefano Russo (macchine percettive),

Stefano Marangon (energia solare)

Luciano Maciotta (energia biologica)

Pio Tarantini (Cosmogonie)

Gioni David Parra (Orione come Metafora),

Mario De Leo (lettere Cosmiche)

 

A completare il percorso l’esposizione della collettiva di magliette d’artista Il Tredicesimo Segno:  opere originali create da artisti sui segni dello Zodiaco in occasione della mostra il cui ricavato sarà in parte devoluto all’associazione a sostegno delle sue attività. Simbolo d’eccellenza Ofiuco, rappresentato dalla Metafora di Laocoonte di Gabriele Poli. 

Gabriele Poli: il tredicesimo segno Laocoonte come Ofiuco
Gabriele Poli: il tredicesimo segno Laocoonte come Ofiuco

 

 

 

 

 

 

 

Gabriele Poli (Ofiuco come Laocoonte)

Il tutto nella cornice di una selezione di scatti fotografici sui luoghi di Milano con riferimenti astrologici e astronomici (Milano Celeste)

Inaugurazione ad invito il 24 novembre 2016

Apertura al pubblico dal 25 novembre 2016 – ingresso 5 euro (soci 3 euro)

Il rapporto tra l’Uomo e la Terra ha subito cambiamenti importanti. Oggi abbiamo una maggiore consapevolezza degli equilibri da tenere tra i nostri bisogni e l’ambiente in cui viviamo. Nei centri urbani ci muoviamo sempre più in bicicletta, stiamo limitando l’uso del petrolio, abbiamo abbandonato i sacchetti di plastica, abbiamo imparato e riciclare, mangiamo cibi biologici, usiamo lampadine a led, cerchiamo di dedicare del tempo all’attività fisica. Una rivoluzione importante che è accompagnata da scoperte scientifiche sempre più rivoluzionarie anche sul rapporto non solo tra noi e la Terra, ma anche tra noi e i Pianeti. Ad ottobre di quest’anno, per esempio, la Nasa ha recepito che dall’ultima mappatura del cielo c’è una nuova costellazione, Ofiuco (dal 30 novembre al 18 dicembre), risultato di uno spostamento dell’asse terrestre. Questa costellazione ha avviato una discussione tra astronomi e astrologi sull’aggiunta o meno di un Tredicesimo Segno allo Zodiaco. Si potrebbe dire, “segno dei tempi” in quanto è stato raffigurato come Laocoonte, figura della mitologia greca che lotta con il serpente per salvare i suoi figli e mai, come in questa fase storica, l’Umanità lotta per salvare le sorti del Pianeta e quindi il futuro dei suoi figli. A completare il percorso della mostra troverete anche un’esposizione di magliette originali realizzate da artisti vari tra cui il Tredicesimo segno, Ofiuco, realizzato da Gabriele Poli.

Che si creda all’astrologia o meno l’Uomo ha sempre subito il fascino e l’influenza delle stelle e, nel corso dell’esposizione si svolgeranno degli incontri sul tema con astronomi, astrologi, geologi, ambientalisti.

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Sabato 26 Novembre 2016 ore 18:00 – per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti : Alessandro Broveglio , astrologo

“Milano e i suoi simboli zodiacali: pillole previsionali per il 2017”


Sabato 3 Dicembre 2016 ore 18:00 per la mostra L’uomo, la Terra, i Pianeti

Ornella Ventura e  Marco Gambassi

Ornella: “Nessuno ci crede ma tutti sbirciano… Differenza tra l’oroscopo di massa e la lettura di un tema natale.”

Marco: “Ofiuco: il tredicesimo segno. Costellazione o Pianeta? Facciamo chiarezza”.

 

Sony World Photography Awards, la Mostra: dal 16 settembre al 16 ottobre


Il 16 settembre riapre la stagione Spazio Tadini con un evento esclusivo: per la prima volta in Italia, a Milano, il Sony World Photography Awards con una mostra che espone i pezzi più significativi dell’evento internazionale che vede, ogni anno, gareggiare fotografi da tutto il mondo. La mostra consolida gli appuntamenti con la fotografia d’autore che viene … Continua a leggere Sony World Photography Awards, la Mostra: dal 16 settembre al 16 ottobre

A Spazio Tadini la prima volta in Italia del Sony World Photography Awards


IMMAGINE COMUNICATO STAMPA SONYDal 16 settembre al 16 ottobre 2016, Sony espone allo Spazio Tadini di Milano le fotografie vincitrici e finaliste del più grande concorso fotografico al mondo.
 È la prima volta che la prestigiosa mostra promossa dalla World Photography Organisation arriva in Italia.

In esposizione, tra gli altri, i 3 italiani vincitori della categoria Professionisti, Marcello Bonfanti (Ritratto), Alberto Alicata (Fotografia in posa) e Francesco Amorosino (Natura Morta), il vincitore del National Award, Christian Massari e la vincitrice della categoria Panorama dello Youth Award, Anais Stupka Milano, 12 luglio.

Per la prima volta in Italia la mostra del prestigioso Sony World Photography Awards, il più grande concorso fotografico al mondo. Sony porta a Milano, allo Spazio Tadini, la migliore selezione delle opere vincitrici e finaliste dell’edizione 2016 per offrire anche agli italiani amanti della fotografia la possibilità di vedere dal vivo questo campione dell’arte internazionale.

Con l’esposizione di una selezione dei lavori dei vincitori e finalisti delle diverse categorie, tra cui le opere di nove fotografi professionisti italiani1, la mostra celebra le immagini più belle dell’edizione 2016 dei Sony World Photography Awards, scattate sia da fotografi professionisti sia da talenti emergenti.

Dal 16 settembre al 16 ottobre 2016 la mostra sarà allo Spazio Tadini di via Jommeli 24, punto di riferimento a Milano per il mondo della cultura, centro di eventi, concerti e mostre d’arte contemporanea nato nel 2006 fra le mura di quello che fu lo studio di Emilio Tadini, uno dei più amati scrittori e pittori milanesi del Novecento. L’ingresso ha un costo di 2 euro che darà diritto alla tessera promozionaledi durata mensile dell’associazione Spazio Tadini (i possessori di tessera associativa annuale (12 euro) entreranno gratis). 

Saranno esposte opere di tutti i generi fotografici, dalla fotografia commerciale a quella di viaggio al fotogiornalismo, con una moltitudine di soggetti che spaziano dal ritratto allo sport all’architettura, ognuna selezionata fra le 230.000 fotografie inviate quest’anno da ben 186 Paesi. Lo scorso aprile la mostra dei Sony World Photography Awards 2016 è stata ospitata presso la Somerset House di Londra. Fino a oggi è stata presentata in India, Germania, Cina, Giappone, Australia, Francia, Russia e Stati Uniti.

Si ricorda che sono aperte le iscrizioni per i Sony World Photography Awards del 2017, giunti quest’anno alla loro decima edizione.

Approfondimenti su www.worldphoto.org.
Per ulteriori informazioni, contattare:
Cristina Papis – e-mail: sony.pr@eu.sony.com
Sony Europe Limited, Sede Secondaria Italiana – Via Rizzoli, 4 – 20132 Milano
Tel: 02-618.38.1

Per maggiori informazioni sui Sony World Photography Awards, contattare:
Jill Cotton, PR Director / Kristine Bjørge, PR Manager
press@worldphoto.org / +44 (0) 20 7886 3043

World Photography Organisation
La World Photography Organisation è una piattaforma internazionale a sostegno di iniziative legate al mondo della fotografia. Con attività che coprono più di 180 paesi, il nostro scopo è elevare il livello del dibattito sulla fotografia, dando visibilità ai migliori scatti e fotografi del globo. È per noi un punto di orgoglio saper costruire legami duraturi sia con i fotografi sia con i nostri partner leader del settore a livello internazionale. Proponiamo un ricco calendario di eventi annuale che comprende i Sony World Photography Awards (il più grande concorso fotografico al mondo che festeggerà il 10° anniversario nel 2017), diversi appuntamenti e incontri locali e internazionali, e PHOTOFAIRS, mostre d’arte internazionali dedicate alla fotografia con destinazione Shanghai e San Francisco. Per maggiori dettagli, visitare http://www.worldphoto.org

Sony Corporation
Sony Corporation è un’azienda leader nella produzione di apparecchiature audio, video, imaging, gaming e di Information & Communications Technology destinate al mercato consumer, alle aziende e ai professionisti. Grazie alle divisioni musica, cinema, computer entertainment e online, Sony si posiziona a pieno titolo quale azienda di elettronica e di intrattenimento leader a livello mondiale. Sony ha registrato un fatturato consolidato di circa 72 miliardi di dollari nell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2016. Per ulteriori informazioni relative a Sony è possibile visitare il sito http://www.sony.net/

1 I tre vincitori (Marcello Bonfanti, Alberto Alicata e Francesco Amorosino) e i sei finalisti (Andrea e Magda, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Simona Ghizzoni, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato).

Noi Due, personale di Gianna Bucelli a Spazio Tadini dal 30 giugno al 17 luglio


NOI DUE

di Gianna Bucelli

 

a cura di Exfabbricadellebambole

inaugurazione 30 giugno ore 18.30 

pescerosso

“Rinunciando alla suggestione dell’oggetto, oggi Gianna Bucelli realizza con l’ausilio di una felice tavolozza il suo mondo di sogno, liberandolo nella fantasia.

Il lievito della sua ispirazione è una intrigante visione del corpo umano che le consente di esprimersi con assoluta libertà, proponendoci itinerari e riflessioni di grande gusto.

Idea e sognante sensibilità si fondono con delicatezza, formando un repertorio narrativo di dialoghi armonici e semplici, realizzati con la chiarezza senza tempo di un mondo fiabesco.

I suoi cambiamenti di stato d’animo, miscelati attraverso la memoria, ci vengono restituiti in un’atmosfera carica di vena poetica.

“Noi due” è il titolo di questa mostra dove il tema dominante è rappresentato dalle gambe: a volte protagoniste assolute, a volte amiche, a volte complici, a volte alleate, sempre alla ricerca di un dialogo e alla continua speranza che qualcosa si avveri.

Mi sembrano opere virate all’ottimismo, alle luci sottili della primavera e a una certa gioia che solo il sogno può dare.

È un piacere mettersi dalla parte di Gianna e considerare il mondo con i suoi stessi occhi”.

 

Luca Rendina

Elicitazioni di Franco Viganò – mostra fotografica


Franco Viganò espone a Spazio Tadini un percorso suggestivo di scatti intrisi di un modo di guardare denso, che lui definisce di ipercontrasti. I colori infatti sono saturi, riescono ad imprimere un corpo quasi surreale alla realtà che pure appare nella sua semplicità.

dal 24 maggio al 24 giugno 2016

Spazio Tadini, Casa Museo di via Jommelli 24 (vedi MAPPA) diretta da Melina Scalise e Francesco Tadini.

Viganò è in mostra – in questi stessi giorni – anche all’Università Cattolica di Milano con La misericordia è una carezza, insieme a Marta Carenzi e a cura di Cecilia De Carli– direttore del Centro di Ricerca per l’Educazione attraverso l’Arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei (Crea).

“In occasione di questa mia mostra fotografica a Spazio Tadini, contemporanea a quella all’Università Cattolica, qui con immagini varie dai particolari sfocati e i colori intensi, là con ritratti dettagliati di anziani e malati, mi sono interrogato sul perché di questa mia dicotomia nella fotografia, nonché nella scrittura, dove dopo un romanzo di 800 pagine, visionario e delirante, sto completando una raccolta di raccontini brevissimi, ossuti.‘

Devi decidere cosa farai da grande’, mi dicevano Francesco e altri fotografi anni fa davanti alle mie foto.“In In occasione di questa mia mostra fotografica a Spazio Tadini, contemporanea a quella all’Università Cattolica, qui con immagini varie dai particolari sfocati e i colori intensi, là con ritratti dettagliati di anziani e malati, mi sono interrogato sul perché di questa mia dicotomia nella fotografia, nonché nella scrittura, dove dopo un romanzo di 800 pagine, visionario e delirante, sto completando una raccolta di raccontini brevissimi, ossuti.

A parte la risposta istintiva: ‘Peter Pan’ e il rifiuto di pensarci sopra, ci ho riflettuto l’altro ieri di mattino presto, davanti al mare ligure, dove mi trovavo per realizzare un servizio fotografico di tipo alberghiero per amici di amici che ne avevano bisogno per il loro sito internet.

Ho pensato anzitutto che è assurda questa ricerca ovunque e dovunque del filo conduttore, del tema centrale, quasi la vita fosse monotematica e monocorde. La vita è una cosa che accade mentre noi accadiamo a lei, fotograficamente è bianco e nero, estremismi di correnti che si fondono e si esprimono nell’infinità degli spruzzi dei grigi.

A parte la risposta istintiva: ‘Peter Pan’ e il rifiuto di pensarci sopra, ci ho riflettuto l’altro ieri di mattino presto, davanti al mare ligure, dove mi trovavo per realizzare un servizio fotografico di tipo alberghiero per amici di amici che ne avevano bisogno per il loro sito internet.

Ho pensato anzitutto che è assurda questa ricerca ovunque e dovunque del filo conduttore, del tema centrale, quasi la vita fosse monotematica e monocorde. La vita è una cosa che accade mentre noi accadiamo a lei, fotograficamente è bianco e nero, estremismi di correnti che si fondono e si esprimono nell’infinità degli spruzzi dei grigi.

Così la nostra sensibilità corre in greti lontani l’uno dall’altro provenendo dallo stesso cuore.

La mia è attirata dalla felicità e dalla gioia totali, che passano inevitabilmente dal dolore e dalla sofferenza pura. Per questo i ritratti, esatti, scolpiti dei volti faticosi provati da una teologica ingiustizia e da una banale realistica sfortuna. Ecco allora i miei servizi fotografici a centri per disabili, non vedenti, tossici e alcolizzati, anziani e malati. Per questo il libro che sto scrivendo dal titolo ‘Cattiverie’. Insomma ‘il giorno’.

E poi, da sempre, sono attratto dai sogni, quelli che arrivano di notte mentre dormi, che sono l’altra realtà di noi, la nostra notte. Lì i colori sono diversi, e le emozioni evidenziate: i sogni sono ipercontrastati, sottoesposti, hanno una saturazione eccessiva, non guardano il dettaglio della realtà ma l’emozione che vive in lei. Sempre più spesso fotografo cose che mi colpiscono profondamente ma che trovo realizzate nella loro elaborazione onirica più che nello scatto tecnico con taratura precisa del bianco, temperatura esatta del colore, esposizione calcolata. Soprattutto nei viaggi la realtà è zeppa di immagini che sono della stessa sostanza dei sogni. Diversamente dai visi scolpiti dei sofferenti, dove l’esattezza del dettaglio è rispetto descrittivo dovuto al loro dolore.

Sia quelle ‘cose’ che questi ‘volti’ hanno in comune la marginalità e l’inutilità, due aspetti della realtà che per me sono qualità essenziali della vita. E’ questo che mi fa sentire comuni, fratelli, due approcci fotografici così diversi.

In questa mostra non c’è un tema conduttore vero e proprio, visto che ci sono immagini della Sicilia, del Giappone, inglesi, un geko defunto, rovine, metropolitane, sassi e qualche persona. Non è una mostra ‘su’ qualcosa’ ma ‘di’ o ‘per’ qualcosa. Il leitmotiv è l’emozione che sta dietro l’immagine (gli ‘iso’ dell’anima’, il bianco e nero colorato), proprio come il sogno che sta dentro al sonno: e anche la vulnerabilità, il grande sentimento dimenticato di essere indifesi di fronte a tutto.

Continuerò a far ritratti esatti e foto ipercontrastate. Sono sempre io, ed è questo che farò da grande.

Aneddoto finale, forse l’inizio di questa storia: tanti anni fa, di ritorno dal teatro, pioveva tantissimo e io forzavo al massimo i tergicristalli, parcheggiato sotto la casa di Sylvia. Lei mi disse di fermarli, che le piaceva così la realtà, inesatta, sfocata, come se si fossero dimenticati gli occhiali. La realtà bagnata era meravigliosa, stimolava la fantasia ed era tenera come un cane bagnato, e commuoveva.” Franco Viganò

Leggi l’articolo su Milanoartexpo.com

Marina Carboni – LA SINTESI DEL CERCHIO in mostra a Spazio Tadini


Marina Carboni

invito Carboni bassaDal 24 maggio al 24 giugno 2016 in mostra a Spazio Tadini

Inaugurazione 24 maggio ore 18.30

Marina-Carboni-Cesto-di-frutta-2015-acrilico-su-tela-100x100cm
Marina-Carboni-Cesto-di-frutta-2015-acrilico-su-tela-100x100cm

Una mostra da non perdere quella di Marina Carboni. Un linguaggio pittorico forte e originale. Un percorso da scoprire tra visioni oniriche, paesaggi e ritratti che calano ogni visitatore in una nuova dimensione.

L’artista genovese presenta per la prima volta a Milano i suoi ultimi lavori. La mostra a cura di Francesco Tadini e Melina Scalise, testo critico, Melina Scalise.

 

di Melina Scalise

Esiste un momento topico della storia dell’umanità e della nostra cultura che ha contraddistinto tutto il Novecento: la scoperta dell’inconscio e l’invenzione della psicoanalisi. Da quel momento in poi l’uomo si è posto di fronte al mondo con un doppio sguardo che non appartiene più solo alla sfera magica primitiva, ma alla consapevolezza che ognuno di noi vive tra due realtà, tra due mondi: interno ed esterno.

La vita è anche sogno: è proiezione dei nostri desideri, dei nostri bisogni, delle nostre emozioni. L’arte diventa lo strumento per eccellenza attraverso il quale poter esprimere il mondo interiore e il Surrealismo ne diventa la corrente più rappresentativa. Marina Carboni ne subisce il fascino fin dai suoi esordi. I suoi primi lavori, negli anni ’70, ricordano paesaggi onirici vicini a quelli di Salvador Dalì, ma dopo un periodo che l’artista stessa definisce “periodo di evoluzione”, giunge all’ultima intensa e originale soluzione creativa. Marina Carboni propone il suo lavoro secondo un percorso di maturazione che non appartiene solo all’artista, ma all’uomo, nel caso specifico alla donna: lei cambia e la sua arte cambia. Un ponte di collegamento denso e mai interrotto tra il “suo dentro” e il “suo fuori” che oggi è capace di rappresentare una sintesi non solo creativa, ma filosofica che racconta il suo porsi alla vita. (continua)

guarda le foto della mostra 

Paesaggi Binari di Andrea Chinese a Spazio Tadini dal 29 aprile al 18 maggio 2016


Mostra personale di ANDREA CHINESE

PAESAGGI BINARI

A cura di Melina Scalise e Francesco Tadini

Dal 29 aprile al 18 maggio 2016
Inaugurazione 29 aprile dalle 18.30 Spazio Tadini via Niccolò Jommelli 24- Milano

Apertura: mercoledì 15.30-1 9, giovedì-venerdì e sabato 16-23, domenica 11,30-1 7

Andrea Chinese Paesaggio BinarioChe cosa fa il paesaggio? – Noi possiamo rispondere: che memorizziamo ciò che guardiamo e lo conserviamo in memoria dopo aver esercitato i nostri sensi in uno spazio investito dal corpo” – Gilles Clément, scrittore e architetto del paesaggio

Che cosa è il paesaggio? – È ciò che delimita e dà forma alle nostre possibilità, la premessa di tutte le nostre scelte possibili” – Andrea Chinese, artista

Quando l’uomo non aveva strumenti tecnici per vedere oltre il suo orizzonte visibile, il mondo lo immaginava. Se non ci fosse stata l’immaginazione, Cristoforo Colombo non avrebbe scoperto l’America. Il paesaggio non è mai ciò che vediamo, ma anche il risultato delle nostre proiezioni, dei nostri pensieri, delle nostre aspettative. La storia ci insegna che quando i primitivi disegnavano nelle caverne le scene di caccia non descrivevano solo il visibile, ma raccontavano la loro azione, ciò che cercavano e fronteggiavano, forse anche semplicemente ciò che desideravano. Nel segno, in quell’impossessarsi anche solo attraverso l’immaginazione dell’animale c’era tutto il potere e la magia della rappresentazione. (leggi tutto l’articolo).

Breve biografia di Andrea Chinese
Andrea Chinese nasce nel 1982 a Napoli. Oggi lavora tra Milano e Napoli. Ha studiato pittura all’accademia di Napoli per poi specializzarsi in comunicazione.
È un pubblicitario professionista e collabora con numerose Università. Il suo percorso artistico include sculture, installazioni, video e disegni.
I suoi media spaziano da vasche in resina a elastici colorati. Per la sua serie di disegni dedicati alla ricerca sul paesaggio lavora con penna, china e matita su carta.

Le altre due mostre che completeranno il percorso ARTE E LINGUAGGIO NELL’ERA DIGITALE
sono:
Eleonora Prado autrice della rubrica “Moleskine e viaggi d’artista” su milanoartexpo.com, curata da Francesco Tadini, espone a Spazio Tadini in particolare i suoi disegni realizzati durante l’ultimo viaggio in Vietnam e sarà la prima artista a realizzare dal vivo opere con lo Smart Writing set di Moleskine. Si tratta di una penna che ha le premesse rivoluzionarie che ebbe il tubetto di colore per gli impressionisti permettendo loro di poter dipingere all’aperto. Con questo strumento il disegno su carta diventa automaticamente digitale moltiplicando le possibilità di espressione artistica.
“Generazione MEME” è il risultato di uno stage con un gruppo di studenti del terzo anno che frequenta il liceo Scientifico Carducci di Milano a cura di Melina Scalise, psicologa, per indagare uno degli aspetti del linguaggio giovanile: i MEME. Si tratta di immagini prima disegni, poi fotografie e oggi anche brevi video utilizzati nel linguaggio web soprattutto per comunicare situazioni emotive. I ragazzi esporranno i MEME più utilizzati, ne illustreranno la nascita e l’evoluzione, il senso e la portata sociale con approfondimenti con i loro docenti ed incontri durante la durata della mostra. I giovani racconteranno se stessi e i cambiamenti linguistici in atto nell’era digitale.